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Zafferano
Il termine zafferano deriva dal latino "safranum" che risale a sua volta all'arabo ""Za' feràn", tuttavia l'origine di questa spezia è incerta. Lo zafferano arriva fino a noi passando per la mitologia. Nella mitologia greca si fa risalire la nascita di questa pianta all'amore contrastato fra Croco e Smilace, presto, per punizione, trasformati lui nella pianta dello zafferano, lei in quella sempre verde del tasso. Lo zafferano era inoltre adoperato dal dio greco Ermes, consigliere degli innamorati, per risvegliare il desiderio.
E' stato quasi sicuramente introdotto in Europa dagli Arabi nel X secolo anche se alcuni ritengono che siano stati i Fenici a portarlo in Spagna, nazione tradizionalmente legata a questa spezia. Proprio il governo spagnolo, conscio del fatto che lo zafferano potesse produrre ricchezza, tentò in tutti i modi di conservarne il monopolio e la coltivazione: era addirittura prevista la morte per chi tentava di esportare i bulbi di zafferano fuori dal paese. L'uso dello zafferano si è diffuso soprattutto in presenza di una società aristocratica in grado di appezzarne le qualità culinarie affiancata da una classe di schiavi in grado di sopportare le fatiche legate alla sua coltivazione. I Romani lo usavano per ricoprire le strade creando un tappeto dorato per Principi o Imperatori.
La droga è costituita dagli stigmi di un croco, pianta erbacea perenne con fiori blu o porpora, originaria delle aree montane dell'Iran e dell'Afghanistan, oggi coltivata in tutta l'area mediterranea. In Italia lo zafferano è coltivato nelle zone centrali: Abruzzo, Marche, ma soprattutto in Sardegna, dove la coltivazione dello Zafferano risale al tempo dei Fenici.
I fiori compaiono nel periodo autunnale e bisognerebbe effettuare la raccolta quando il fiori si è aperto da poco alle prime ore del mattino, onde evitare che il sole disperda i principi attivi, che danno allo zafferano quel particolare profumo e quindi valore. Gli stigmi freschi sono poco aromatici e insapori ma, con l'essiccazione, formano la droga dal caratteristico aroma.
Nei negozi lo troverete in polvere in piccoli pacchettini oppure in stigmi interi. Spesso viene adulterato, lo zafferano non deve avere un colore giallo tenue, quasi bianco, bensì un colore arancio brillante, con un profumo decisamente forte. Quando è buono gli stigmi appena messi in acqua tiepida schiudono immediatamente ed il colore si diffonde con facilità. Va conservato in recipienti a chiusura ermetica lontano dalla luce.
Usato nelle regioni mediterranee per insaporire qualsiasi piatto a base di riso e pesce come la bouillabaisse, la paella, il risotto alla milanese, nelle regioni medio-orientali si usa anche in budini e dolci di riso, nei pilau della cucina mongola; in Gran Bretagna infine viene utilizzato per la preparazioni di tradizionali torte e ciambelle allo zafferano.
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